MATERIALI SOSTENIBILI. ME LO CERTIFICHI?

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Come anticipato nell’ultima pillola, oggi voglio dare qualche indicazione per aiutare le persone a orientarsi nella scelta di aziende e materiali sostenibili.

Il settore delle costruzioni è infatti tra i maggiori responsabili dell’alto impatto ambientale, non solo perchè si è costruito (e si continua a costruire) troppo e male, ma anche per la nocività dei materiali impiegati, durante i cicli di produzione, assemblamento, utilizzo, smaltimento.

La bioedilizia (insieme a un’attenta pianificazione ambientale) è l’unica alternativa percorribile per avere la garanzia di abitare in una casa sana.

Tuttavia, il semplice suffisso “eco”, “naturale”, “bio”, non è affatto sinonimo di questa garanzia, (come abbiamo visto sono termini ampiamenti usati nella comunicazione “greenwashing“). Nemmeno la certificazione energetica (peraltro in Italia ridotta a mero adempimento burocratico)  ha moltissimo a che fare con l’abitare “sano” (se non come suggerimento all’intervento bioclimatico sugli edifici).

E allora come potersi fidare della bontà delle proposte del mercato?

Come per la cosmesi e l’alimentazione si è resa necessaria la validazione da parte di Enti di Certificazione, al momento solo su base volontaria, della veridicità della sostenibilità non solo dei materiali, ma dell’intero sistema edificio, nonchè della sicurezza dei lavoratori e degli utilizzatori finali.

Vediamo quali sono i principali Enti Certificatori della sostenibilità ambientale degli edifici:

  • BREEAM – Building Research Establishment Environmental Assessment Method. Messo a punto dal Building Research Establishment, una delle principali organizzazioni del Regno Unito ad affrontare il problema della sostenibilità degli edifici, il metodo, molto articolato, prende in considerazione i vari aspetti che entrano in gioco nella costruzione sostenibile di un edificio: dalla protezione dello strato di ozono, all’utilizzo dell’energia, alla qualità degli ambienti interni, alla conservazione delle risorse. A loro volta questi paramentri vengono analizzati in riferimento al progetto dell’edificio, ma anche alla gestione degli occupanti. Attraverso l’attribuzione di un punteggio per ogni aspetto considerato viene quindi rilasciata la certificazione ambientale.
  • LEED – Leadership in Energy and Environmental Design. Di origine statunitense, è una certificazione internazionale (in Italia diffusa dal Green Building Council Italia), che stabilisce i nuovi criteri con cui debbono essere progettati e costruiti edifici sostenibili, tenendop conto dell’intero ciclo di vita degli edifici.
  • ECOLABEL UE. Marchio europeo di sostenibilità riguardante non soltanto il settore delle costruzioni, certifica il rispetto dell’ambiente attraverso una serie di criteri definiti per ogni categoria di prodotto, valutati sulla base di un’analisi dell’intero ciclo di vita dei prodotti, secondo procedure normate nella ISO 14040.
  • NATUREPLUS. Marchio internazionale di qualità per i prodotti edili e gli elementi di arredo. I prodotti contrassegnati con il marchio natureplus sono prodotti di alta qualità dal punto di vista della salute, dell’ambiente e della funzionalità.

E in Italia?

  • PROTOCOLLO ITACA. Basato su SBMethod di iiSBE, è promosso dalle Regioni italiane, che al loro volta ne declinano gli standard su base locale.
  • CASACLIMA. Nata in Alto Adige come promozione di misure per il risparmio energetico, certifica gli edifici in base al loro elevato rendimento energetico (che può essere raggiunto però anche con tecnologie e materiali non particolarmente “sostenibili”…).
  • SB100.  Studiato da ANAB, è il sistema per conoscere la sostenibilità di un edificio esistente, da recuperare o di nuova costruzione, individuando le 100 azioni da fare per ottenere la massima sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda invece la certificazione dei materiali utilizzati in edilizia:

  • ICEA-ANAB. Grazie ad un accordo con ICEA, istituto accreditato per la certificazione di prodotti biologici e naturali, ANAB fornisce gli standard di prodotto, mentre ICEA effettua le attività di certificazione e le verifiche sui materiali e sui processi produttivi. Anab certifica prodotti per la bioedilizia e per il bioarredo.
  • PEFC – FSC. Questi sono marchi riferiti alla provenienza e qualità del legno, in particolare per quanto riguarda la tutela delle foreste. E’ importante cercare questo marchio quando si decide di costruire una casa prefabbricata in legno e diffidare da offerte a basso costo che non  dichiarino la provenienza del materiale e i trattamenti subiti.

Inutile ricordare come sia importante affidarsi a un serio professionista, soprattutto se si sta affrontando una nuova costruzione o una ristrutturazione importante, ma anche per il fai-da-te è importante leggere le etichette e … diffidare dalle imitazioni!

 

 

 

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