ISOLAMENTO: SOPRA AL CAPPOTTO, IL CAPPELLO!

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Eh sì, perchè dalla testa, come da tutte le estremità del corpo, disperdiamo un sacco di energia, sotto forma di calore, lo sanno bene le mamme che imbacuccano i propri figli prima di uscire di casa…

Sì, ma dentro casa? Se abitiamo in un condominio ad un piano intermedio il problema non si pone, ma se il nostro appartamento è un attico (dài chiamiamolo così che ci fa stare meglio…) allora il “cappello” si rende necessario, perchè dal tetto esce buona parte del calore sprigionato dai nostri termosifoni bollenti (a suon di bollette), calore che poi ci torna in casa durante l’estate, quando boccheggiamo per casa e la testa vorremmo infilarla nel frigorifero…

Isolare il tetto è forse la prima e più importante operazione da fare all’insegna prima di tutto del buonsenso, poi del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda il comfort, vale il discorso fatto per il cappotto/impermeabile (vedi post precedente).

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5 Replies to “ISOLAMENTO: SOPRA AL CAPPOTTO, IL CAPPELLO!”

  1. La domanda è un po' troppo generica… Se la ristrutturazione recente riguarda l'esterno, è possibile intervenire isolando dall'interno le pareti (anche se rimane qualche problema di ponti termici). Viceversa, se la ristrutturazione riguarda l'interno è possibile isolare "a cappotto" l'esterno (questo se la casa è unifamigliare, altrimenti tocca isolare l'intero condominio!) Se il sottotetto è accessibile, è sempre possibile posare l'isolante sopra l'ultimo solaio.

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