ECOBONUS, IL SOLARE FOTOVOLTAICO

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

In verità il fotovoltaico non rientra nelle detrazioni al 65% abbinate al risparmio energetico (secondo me, a torto), comunque, usufruisce delle detrazioni al 50% previste per interventi di ristrutturazione edilizia, fino a un tetto massimo di spesa di 96.000 €, detraibili in 10 anni. Una cifra che permetterebbe l’installazione di impianti fino a 50 kWp!…ma in realtà, essendo il provvedimento relativo a impianti residenziali, la potenza massima realizzabile per legge è di 20 kWp.

Tuttavia, la maggior parte degli impianti realizzati dal singolo utente residenziale è di 3 kWp con un costo medio di circa 7.000 € (+iva), ammortizzabile in circa 8-10 anni. Certo, non è più un intervento vantaggioso come ai tempi del conto energia, ma le attuali detrazioni, unite all’abbassamento dei costi di installazione, lo rendono ancora un intervento da prendere in considerazione. Ai benefici fiscali bisogna poi aggiungere il meccanismo dello “scambio sul posto”, il quale permette di immettere in rete il surplus di energia prodotta dal proprio impianto (ricordo che l’energia prodotta non può, allo stato attuale di sviluppo tecnologico, essere accumulata per poter essere utilizzata in altri momenti) e di usufruire “gratuitamente” della stessa quota di energia ripescandola dalla rete. Altro vantaggio, la possibilità di farsi finanziare l’intero costo dell’installazione, non avendo quindi necessità di avere soldini da parte da investire (cosa ancora non possibile per un intervento di isolamento a cappotto, tanto per fare un esempio, per quanto ora sia possibile usufruire anche degli incentivi sotto forma di conto termico).

Questo, per quanto riguarda l’aspetto economico.

Non voglio tediarvi ancora ribadendo la mia opinione sul fatto che mettere al primo posto l’installazione di un fotovoltaico in un’abitazione “colabrodo” dal punto di vista delle dispersioni di calore non abbia molto senso…perchè è come continuare ad aggiungere acqua (o vino, o bibite varie, anche se “biologiche”) a un catino bucato! Il discorso potrebbe per lo meno avere un nesso logico se si installasse una pompa di calore (alimentata a energia elettrica) per riscaldare l’abitazione…ma io sono fermamente convinta che, in ogni caso, PRIMA sia necessario consumare meno, POI produrre energia da fonte rinnovabile. Purtroppo è prassi corrente, anche da parte di persone mediamente informate e sensibili alla sostenibilità ambientale, quella di dotarsi in primis di impianto fotovoltaico.

Vi tedierò quindi con un’altra questione legata alla sua installazione sul tetto di casa… e cioè quella estetica. Nella mia zona, in cui la presenza di case unifamigliari a uno-due piani è molto diffusa, in breve tempo è stato tutto un fiorire di impianti, più o meno (ma direi meno) “integrati” nel manto in tegole. Certo, nella stragrande maggioranza dei casi l’aspetto estetico già non era un elemento significativo dal punto di vista architettonico, ma proprio per questo l’inserimento di un elemento tecnologico potrebbe essere occasione per un intervento migliorativo.

Si potrebbe ad esempio pensare all’utilizzo dei pannelli come frangisole, pensiline, parapetti, paraventi, anzichè adagiarli come capita sul tetto di casa.

E’ vero che il pannello fotovoltaico a differenza del termico è bene che non sia installato troppo distante dal luogo in cui l’energia viene utilizzata …è anche vero, e forse molti non lo sanno, che a differenza del termico, il fotovoltaico funziona meglio se non è appoggiato su una superficie “calda”, il che lo rende particolarmente adatto agli utilizzi di cui sopra.

Tra l’altro fa abbastanza sorridere il fatto che per poter installare un impianto sul tetto di casa debba essere spesso richiesta un’autorizzazione paesaggistica, con annessi tempi ulteriori di attesa per il suo ottenimento…di fatto incondizionato! La cosa avrebbe senso se effettivamente venisse richiesta un’integrazione architettonica “vera”, magari ad opera di un architetto anzichè di un impiantista…

 

 

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2 Replies to “ECOBONUS, IL SOLARE FOTOVOLTAICO”

  1. Per quanto riguarda l’applicazione del fotovoltaico in edilizia, sono d’accordo con te della possibilità poco sfruttata dell’integrazione nelle facciate, ma se non erro ciò non consente la detrazione fiscale, valida solo per il posizionamento sul tetto?!
    Altra questione: Se io sono proprietaria dell’immobile ma non ho la possibilità di avvantaggiarmi della detrazione IRPEF, la domanda di installazione impianto fotovoltaico può essere intestata a mio marito, che invece potrebbe scalarla?
    Grazie per l’attenzione
    saluti
    Diana

    1. Non mi risulta che non sia possibile detrarre la spesa del fotovoltaico installato in posizione diversa rispetto al tetto, ma soltanto che la produzione di energia elettrica sia a diretto servizio dell’abitazione (ma se hai notizie diverse ti invito a postarle citando le fonti). Per quanto riguarda la seconda domanda, la risposta è: sì! può detrarre tuo marito.

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