ECOBONUS, PARTIAMO DAL TETTO

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Se state facendo i “conti della serva” per capire a quale lavoro di efficientamento energetico sulla vostra abitazione dare la priorità, per poter approfittare del bonus energia (detrazione del 65%), allora il mio “caloroso” suggerimento è partire dal tetto. Naturalmente questo è più semplice se abitate in una casa unifamiliare e non dovete convincere orde di condòmini esasperati dalla calura estiva che mai indosserebbero un cappello di lana per proteggersi dal caldo, oltre che dal freddo.

Perchè dal tetto? Perchè in un edificio il tetto rappresenta quasi sempre la superficie maggiore di dispersione termica, oltre al fatto che il calore tende a “migrare” verso l’alto. Se abitate in mansarda sapete bene quanti gradi in più avete in estate, e quanti in meno in inverno, rispetto ai piani sottostanti. Moltissime persone concentrano gli interventi di ristrutturazione della propria abitazione al recupero del sottotetto a fini abitativi, per poi scoprire di avere speso soldi per creare un ambiente utilizzabile forse come sauna o essiccatoio per i panni!

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Ma vediamo quali requisiti deve avere una copertura, indipendentemente dalla tipologia di tetto (piano, a falde, a cupola ecc.):

  • proteggere gli edifici dagli agenti atmosferici esterni
  • proteggere gli edifici dalle basse temperature in inverno e da quelle elevate in estate
  • proteggere dalle scariche atmosferiche (fulmini)
  • proteggere dai rumori esterni
  • consentire la giusta traspirabilità, permettendo la regolazione dell’umidità, a beneficio degli ambienti sottostanti

Ora, se il vostro tetto è a falde con struttura in legno e  manto in tegole, la prima cosa da valutare prima di intervenire è lo stato di conservazione del tetto, sia dal punto di vista strutturale che del manto. Se è necessario intervenire su questi ultimi infatti la possibilità di realizzare al meglio l’isolamento del tetto è molto più elevata, perchè verrebbe fatta al di sopra della struttura, evitando quindi eventuali ponti termici. Altra verifica da fare subito è se il Regolamento Edilizio del vostro Comune consente l’aumento dell’altezza del tetto in funzione del recupero energetico, quindi mantenendo le altezze interne esistenti.

Se invece il tetto è in perfette condizioni si potrebbe o decidere di “smontare” il solo manto di copertura, intervenire quindi con isolamento, barriera al vento e nuova struttura portategole, e rimontare il tutto, oppure isolare dall’interno. Quest’ultima è un’operazione un po’ più delicata che deve essere fatta con attenzione, per evitare il più possibile la creazione di ponti termici. Ora, il mio consiglio in questi casi è di isolare tra un travetto e l’altro (lasciando l’orditura dei listelli portategole al di sopra, per consentire la ventilazione), con fibra di legno. Perchè fibra di legno e non polistirene? Oltre al fatto che per un tetto, ancor più che per le pareti esterne, è sempre consigliabile un isolamento in materiale igroscopico, che consenta  di regolare l’umidità interna e di permettere il migliore sfasamento termico tra interno ed esterno, la fibra di legno, se ben posata in adiacenza ai travetti permette di avere una superificie continua, dello stesso materiale, evitando di fatto i ponti termici. Cosa praticamente impossibile da realizzare con pannelli in EPS.

Se  il recupero del sottotetto è irrilevante, perchè troppo basso, allora la cosa più semplice ed economica è isolare la soletta piana del sottotetto, semplicemente stendendo pannelli in fibra di legno, sughero o lana di roccia (sulla quale però presto scriverò una pillola specifica perchè argomento controverso),  posati in due strati incrociati, oppure optando per la fibra di cellulosa, che viene insuflata in strato adeguato. Se proprio insistete con l’EPS, sappiate che lo strato isolante dovrà essere “zavorrato” con un leggero massetto, altrimenti tenderà a sollevarsi perdendo l’adiacenza con la soletta.

Se invece la vostra copertura è piana (caso più comune nel caso del condominio, o comunque più frequente al Sud) e la portata della struttura lo consente, allora perchè non optare per un bel tetto verde?

Qualunque soluzione scegliate, vi raccomando di verificare il valore limite di trasmittanza relativo all’isolamento delle coperture, per poter accedere alle detrazioni fiscali, come da tabella seguente:

tabella trasmittanze

Vi ho parlato dei casi più frequenti e comuni, ovviamente senza avere la pretesa di esaurire l’argomento…per i casi più complicati a maggior ragione  il consiglio è di affidarsi a un professionista esperto!

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Se abiti anche tu in provincia di Varese, e desideri sperimentare i benefici e i vantaggi della bioedilizia,  lasciami un messaggio nella sezione “contatti”, sarò felice di aiutarti.

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