ECOBONUS, GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

E passiamo agli impianti, ma solo dopo aver isolato per bene la casa (a meno che non siano da cambiare prima perchè malfunzionanti, ovvio!).

Sostituire gli impianti di riscaldamento prima di isolare non ha molto senso, nè in termini economici (l’elevata dispersione annullerebbe di fatto l’efficienza dell’impianto stesso), nè in termini impiantistici veri e propri (il termotecnico sarà costretto a calcolare la potenza necessaria sulla base di una dispersione attraverso le pareti o il tetto che si ridurrà una volta isolato).

Molte  persone credono davvero che soltanto sostituendo l’impianto a termosifoni con un impianto a pavimento radiante (in una situazione dove c’è molta dispersione) otterranno un significativo risparmio energetico, ma questo non è “automatico”, come non è automatico che il comfort aumenterà. Il pavimento radiante funziona infatti a bassa temperatura, e proprio per questo ha una “risposta” alla variazione della temperatura dell’ambiente non immediata come avviene con i termosifoni, ma solitamente è sfalsata anche di qualche ora. E’ evidente che in una casa ben isolata la temperatura tenderà a non subire variazioni così significative da incidere pesantemente sul comfort. Una casa poco isolata invece disperderà velocemente il calore interno e le pareti si raffredderanno all’abbassamento di temperatura esterna, ma l’impianto a pavimento non sarà in grado di “rispondere” immediatamente ripristinando il comfort.

Per questa ragione, se vivete in una casa che per ragioni oggettive o personali non può essere isolata più di tanto, anzichè passare dai caloriferi all’impianto a pavimento, vi consiglio di ottimizzarne la resa montando sui termosifoni le valvole termostatiche. Questo vi permetterà di regolare diverse temperature negli ambienti (ad es. zona giorno-zona notte), ottenendo un miglior comfort e risparmiando qualcosa in bolletta, senza tuttavia affrontare la spesa di un impianto nuovo.

Diciamo invece che la casa è sufficientemente isolata…i più attenti avranno notato che nelle pillole precedenti non ho parlato di isolamento della soletta di pavimento. Questo non perchè il calore debba essere lasciato libero di scappare da lì, chiaro!…piuttosto perchè l’isolamento del pavimento è probabile, o comunque consigliabile, che vada di pari passo con la posa di un pavimento radiante, se non altro per ottimizzarne i costi e il disagio  che un intervento del genere comporta (rimozione del pavimento e del massetto, posa dell’isolante, rifacimento del massetto e posa del nuovo pavimento). D’altro canto, il pavimento radiante prevede necessariamente l’isolamento della soletta. Questo discorso è valido se il piano terra poggia su terreno/vespaio, se invece esiste un piano interrato è sempre possibile isolare la soletta dal soffitto del piano sottostante, con facilità ed economia.

L’impianto radiante a bassa temperatura non è solo a pavimento, ma può essere installato anche a parete o a soffitto. Qui si tratta di scegliere la soluzione migliore per la propria situazione: se si decide di non rifare il pavimento perchè magari è un bellissimo parquet d’annata, allora meglio a parete  (le pareti perimetrali, che dovranno quindi essere sufficientemente libere da mobili), oppure a soffitto (possibile però solo se l’altezza interna lo consente). Se si desidera un pavimento in listoni di legno massello, allora il riscaldamento a pavimento non va bene (è possibile però ultilizzare un prefinito da pochi millimetri).

Una buona alternativa può essere il riscaldamento radiante a battiscopa, magari un po’ ingombrante, ma sicuramente di più facile e veloce posa.

Per quanto riguarda la caldaia, dovrà essere a condensazione, ma non è l’unica possibilità, si potrebbe optare invece per una pompa di calore aria-acqua, cosa consigliata se si vuole anche mettere un impianto fotovoltaico (e qui apro una parentesi rimandandovi direttamente alla pillola n.8).

La scelta del tipo di impianto più adatto per la nostra casa dipende soprattutto dall’uso che facciamo della casa stessa e dalle nostre abitudini: l’impianto a pavimento non va bene per una casa di vacanza , o comunque abitata per poche ore  concentrate alla settimana (ricordo che non va mai spento). Meglio allora optare per un climatizzatore split inverter, che riscaldando l’aria e non le superfici, ha una resa immediata in termini di sensazione di calore, anche se non duratura. A questo scopo sono adatti anche camini e stufe a legna o a pellets, ma dipende molto dal contesto e dalla volontà di “sbattimento”…

Attenzione però che le detrazioni fiscali per impianti di riscaldamento non contemplano generatori con potenza complessiva inferiore ai 15 kw, non sempre raggiungibili da stufe e caminetti (che comunque devono essere di tipo “fisso”).

 

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One Reply to “ECOBONUS, GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO”

  1. Credo che l’importante sia far sentire la piporra voce sull’argomento e cominciare appunto dagli addetti ai lavori, sfruttando quel facile e naturale passaparola che avviene in rete, i blog di settore assieme ai social network pif9 generalisti possono permettere poi una diffusione rapida e in real time dei contenuti, che alla fine del percorso risultano cosec ancor pif9 veritieri, visto che passano attraverso l’approvazione che viene data da pif9 persone!! E il network ogni giorno assume proporzioni sempre maggiori

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