ECOBONUS, IL SOLARE TERMICO

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Dopo tetto, pareti, finestre e impianti…facciamo un piccolo sforzo in più e installiamo pannelli solari termici sul tetto di casa, in particolare se abbiamo optato per un riscaldamento radiante a basse temperature. Per esperienza personale vi posso garantire che il loro utilizzo non è ininfluente, non soltanto per il risparmio energetico ma anche per far fronte a imprevisti…nel mio caso l’amministratore condominiale che si dimentica di pagare le bollette del gas, con conseguente sospensione della fornitura: ok che eravamo in estate, ma ci ho messo un paio di giorni ad accorgermene, perchè l’acqua per la doccia era comunque calda, anche se non bollente!

Immagino tutti sappiate cosa sono i pannelli solari, anche se scopro spesso che molte persone confondono il solare termico col fotovoltaico: in realtà in comune hanno solo la fonte energetica (il sole), ma tecnologie completamente diverse e soprattutto…i primi producono acqua calda, i secondi energia elettrica (che possa essere utilizzata per il riscaldamento, è un dettaglio).

È inoltre atteggiamento comune quello di pensare in primis al fv (basta guardarsi intorno per vedere centinaia di tetti semi ricoperti di pannelli), il che in sè non è male, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: investire nel fotovoltaico senza prima avere isolato la casa non ha alcun senso!

È vero che produrre energia ci dà la sensazione di risparmiarne…ma i due termini sono in contraddizione: per risparmiare davvero bisogna consumare meno.

Il solare termico, a fronte di un modesto investimento, permette risparmi consistenti dal punto di vista del consumo per ACS (acqua calda sanitaria).

Ma come funziona?

Un sistema solare termico è composto da un pannello che riceve l’energia solare, da uno scambiatore di calore, in cui circola il fluido “vettore” dell’energia e da un serbatoio di accumulo dell’acqua riscaldata. Il sistema può avere due tipi di circolazione, naturale o forzata.

Nel primo caso il serbatoio deve necessariamente essere posizionato al di sopra del pannello perchè il fluido vettore, scaldandosi, possa salire verso il serbatoio, scaldando l’acqua in esso contenuta, senza bisogno di pompe di circolazione, quindi senza consumo di energia elettrica. Questo tipo di impianto può essere realizzato addirittura in autocostruzione (si vendono kit a 350-600 € a pannello). Lo svantaggio più evidente è che  il serbatoio deve essere installato direttamente sopra al pannello sul tetto, anche perchè questo tipo di sistema è più soggetto a perdite di carico e quindi si rende necessario ridurre il più possibile la distanza tra il pannello e il serbatoio. Esteticamente questo non è il massimo.

Nel secondo caso la circolazione del fluido avviene con l’ausilio di pompe, quindi con dei costi aggiuntivi sia in termini di impianto che di consumi per l’elettricità. Il vantaggio è che il serbatoio può essere posizionato anche distante dai pannelli e quindi nel locale caldaia, in cantina, box, solaio ecc. Più difficile la realizzazione in auto costruzione…a meno di non essere un impiantista!

Per quanto riguarda i pannelli, esistono diverse tipologie costruttive:

  • pannelli  piani (vetrati o scoperti, ad acqua o ad aria), sono i più utilizzati soprattutto per ottenere basse temperature (50-90 °C)
  • pannelli a tubi sottovuoto, in grado di riscaldarsi anche in condizioni di basso irraggiamento solare
  • pannelli con serbatoio integrato (vedi sopra)
  • pannelli a concentrazione (permettono di contenere le dimensioni dei pannelli)

Il collegamento tra i pannelli e l’impianto di produzione di ACS avviene attraverso una valvola termostatica che miscela l’acqua dell’accumulo con acqua fredda fino a portarla alla temperatura richiesta, quest’ultima collegata a sua volta a una valvola “a tre vie” che immette l’acqua o direttamente nel sistema di distibuzione, oppure alla caldaia per l’integrazione.

Come dicevo all’inizio, si tratta di un investimento abbastanza modesto, anche se la grandezza dell’impianto dipende molto dall’uso che se ne fa e dal livello di comfort che si vuole ottenere (mediamente per una famiglia di 4 persone bastano due pannelli). L’ammortamento viene calcolato tra i 5 e i 10 anni a seconda del tipo di impianto… dimezzato dalla possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali al 65% del bonus energia 2013…questo fino a fine dicembre, poi…chissà?

 

 

 

 

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