RISTRUTTURARE AL 50%

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Esauriti gli argomenti più importanti legati alle detrazioni fiscali come “bonus energia” (-65%), vogliamo però dire che anche un -50% per le ristrutturazioni in generale non è male? Questo oltretutto potrebbe permettere a chi non è proprio “alla frutta” di fare scelte  eco-logiche, preferendo materiali e finiture in bioedilizia, a vantaggio di comfort e salute, spendendo cifre non lontane dall’edilizia “standard”.

Secondo me sarebbe corretto attivare un bonus “ambiente” più che “energia”, perchè concentrare l’attenzione sul risparmio energetico è come voler vedere solo una faccia della medaglia:

è vero che consumare meno deve essere una priorità, ma questa non può essere completamente scollegata dal “come” raggiungere l’obiettivo, ovvero nel bilancio energetico ci devo mettere anche l’energia impiegata per la produzione dei materiali utilizzati, nonchè le problematiche legate al loro smaltimento, che prima o poi salteranno fuori

Paradossalmente, potrei ottenere globalmente un risultato analogo, attraverso una ristrutturazione che, pur non rispettando i parametri “da tabella” relativi alla trasmittanza dell’involucro, nella scelta dei materiali e nell’utilizzo di sistemi passivi sicuramente otterrà un risultato migliore dal punto di vista del comfort (che non è poco!).

Diciamo che quel 15% in più di bonus fiscale forse lo avrei riservato a interventi in bioedilizia, dando per scontato (e purtroppo non lo è) l’obiettivo di riduzione dei consumi energetici (ma chissà forse un giorno ci arriveremo…).

Chi sta per ristrutturare casa dovrebbe secondo me porsi alcune domande, tipo queste:

  • sigillo la casa con EPS, perchè non ho abbastanza soldi per isolare con una fibra naturale, (e però non li ho nemmeno per una VMC), con il rischio di ritrovarmi in un ambiente non proprio salubre…oppure rinuncio a quel 15% di detrazione (che poi, a pensarci bene non ho nemmeno sufficiente irpef da detrarre, oops!) e con la stessa spesa mi faccio un “cappottino” in fibra di legno e magari un intonaco interno in terra cruda?
  • rifaccio l’impianto di riscaldamento, a pannelli radianti, (anche se ho una casa colabrodo), oppure miglioro il comfort interno, spostando magari il soggiorno a sud e le camere a nord, installando valvole termostatiche ai termosifoni, abbassando di un paio di gradi la temperatura nelle camere, sostituendo i pavimenti in gelide piastrelle con un caldo parquet, intonacando i muri con intonaco termico a base di sughero?
  • rimanendo in ambito -50%, installo pannelli fotovoltaici o sostituisco i vecchi, energivori elettrodomestici con nuovi in classe A?

In soldoni, anzichè optare per “o tutto o niente”, che poi si traduce in “non ho i soldi per tutto, quindi niente”, conviene concentrarsi sull’ottimizzazione del comfort, piuttosto che sulla dichiarazione dei redditi, perchè a volte la somma di piccole scelte mirate può fare di più di un’unica scelta importante. Che poi migliorare il comfort, in senso bioedile e bioclimatico, si traduce inevitabilmente in un abbassamento dei consumi, perchè molto incidono le scelte sull’involucro e sugli spazi domestici, nonchè sulle abitudini e le azioni quotidiane,  prima ancora che sulla tecnologia.

Certo, per individuare gli interventi più idonei e mirati, sarebbe consigliabile farsi aiutare da un esperto! (ma và?)…

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