RISCALDAMENTO? ADESSO?

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

No dài, non esageriamo, non sto per dirvi che nella mia fresca casa ho dovuto addirittura accendere il riscaldamento a luglio! Ma voglio spendere due parole su un tipo di impianto di riscaldamento che in questo periodo sarebbe molto efficace come “raffrescamento”: l’impianto radiante.

Ormai tutti sanno cos’è un impianto radiante, e il più “gettonato” è sicuramente l’impianto a pavimento…tuttavia dal punto di vista del comfort sarebbe da preferire la soluzione a parete…che però è quasi impraticabile, a meno di poter decidere la posizione dei mobili per…sempre!

Ultimamente si sta facendo strada l’alternativa “soffitto”, che come prima reazione suscita frasi tipo: “ma come, a soffitto? lo sanno tutti che l’aria calda “sale”! Vero…perchè rimaniamo ancorati all’idea che per riscaldare una casa di debba riscaldare l’aria…dimenticandoci del concetto di temperatura di sensazione, per cui è molto più confortevole soggiornare in un ambiente dalle superfici calde, piuttosto che dall’elevata temperatura dell’aria.

Gli impianti radianti mirano quindi tutti a riscaldare le superfici circostanti e dopo un periodo di funzionamento in realtà poco importa se l’origine del calore è il pavimento oppure il soffitto. Tuttavia, il soffitto, complessivamente, quadagna qualche punto in più:

  • la superficie è completamente libera, quindi il calore prodotto è totalmente utilizzato…difficilmente decideremo di rivestire il soffitto di parquet o appenderci dei tappeti! (cosa che crea qualche problema col riscaldamento a pavimento);
  • l’installazione è più economica, in particolare se non si ha intenzione di rifare il pavimento;
  • utilizzato come raffrescamento è sicuramente molto più efficace che non a pavimento (lo strato d’aria a contatto con la superficie raffreddata del soffitto lentamente scende, raffrescando l’ambiente);
  • inoltre, l’effetto “aria calda che sale” che ci fa istintivamente preferire l’impianto a pavimento, in realtà genera dei (pur lievi) moti convettivi con innalzamento delle polveri (che notoriamente si depositano sul pavimento, mica sul soffitto…).

Ora: sempre meglio un impianto radiante (di qualunque tipo) piuttosto che di tipo convettivo (fancoil), ma questo ormai lo abbiamo capito tutti, no?

 

 

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