LA METAMORFOSI DEL BAGNO

Rachele Torbioni

Rachele Torbioni

Architetto specializzato in interni e home staging.

Parliamo del bagno.

Abbiamo fatto insieme un viaggio nell’evoluzione delle nostre case dagli anni ’70 ad oggi, ma ci manca quest’ultimo ambiente per concludere la nostra avventura virtuale.

Il bagno? Cosa sarà mai cambiato nel bagno? Il bagno contiene l’indispensabile per le nostre necessità, ed essendo noi gli stessi, non può essere cambiato!

In parte, è un pensiero corretto. Se analizziamo la questione solo da un punto di vista delle dotazioni, non è cambiato assolutamente nulla, le nostre necessità passano inevitabilmente per gli apparecchi sanitari che già si utilizzavano negli anni ‘70/80.

È semplicemente cambiato il gusto, il design delle forme, sono cambiate le dimensioni.

Guardiamo però la questione da un altro punto di vista, più concettuale: come è cambiato il rapporto tra noi e la cura del nostro corpo?

In passato non c’era una cura così attenta come la viviamo ora quotidianamente.

A cavallo tra gli anni ‘70/80 si ravvisavano i primi segnali di questa tendenza alla cura del corpo, con Jane Fonda che ci insegnava, saltellando in scaldamuscoli e body di lycra, l’aerobica, per una cura più attenta del nostro stile di vita, indicandoci la via verso una maggiore consapevolezza della nostra forma fisica.

È insindacabile che oggi la cura del corpo e del proprio aspetto sia diventata un obiettivo condiviso su larga scala. E dove, all’interno di una casa, ci si prende cura del proprio aspetto con più facilità? Esatto, nel bagno!

Rinfreschiamoci allora la memoria per ricordarci come erano i bagni. Eccoci negli anni ‘70/80: facendo mente locale, per raggiungere il bagno, ci accorgiamo che, ancora una volta, dobbiamo passare per il corridoio.

Ah, il corridoio! Indegno protagonista delle case del passato : immenso e lungo (che spreco di spazio!), si sviluppa per tutta la dimensione dell’appartamento e alla fine, si trova il bagno. Neanche a dirlo, stretto e lungo (pure lui!) con in sequenza, come fosse uno showroom, la lavatrice, il lavandino,  il water, il bidet e sulla parete di fronte la vasca da bagno!

Proprio così, il bagno era ricavato in fondo al corridoio (letteralmente interrompendo il corridoio con un tramezzo), perché il bagno era considerato un locale di poco conto, dovendoci svolgere delle necessità oggetto di tabù. Non era degno di nota, era un mero servizio.

La superficie era assolutamente contenuta e mal distribuita, per accedere ai sanitari si faceva uno slalom tra la vasca da bagno e il lavandino, in un pertugio come passaggio; insomma un utilizzo diverso dalla ridotta occupazione temporale (per non parlare della condivisione  contemporanea), era assolutamente fuori discussione.

Oggi i bagni sono diventati le pietre miliari delle abitazioni. Oggigiorno le case che si vendono con più guadagno e più velocemente sono quelle che hanno bagni e cucine curati e ristrutturati.

I bagni sono diventati il luogo prediletto per la cura di sé, il luogo dove concedersi del tempo e del relax.

Molte aziende di prodotti sanitari si sono addirittura specializzate nella creazione di mini spa domestiche, inglobando nelle soluzioni doccia tutta una serie di accessori per trasformare all’occorrenza il proprio box doccia in luogo per esperienze sensoriali e rilassanti: funzioni di cromoterapia e aromaterapia, appositi bocchettoni per l’idromassaggio verticale che ti permettono di essere massaggiato con l’ausilio della pressione dell’acqua, per approdare poi al vero e proprio bagno turco o alla mini sauna.

Per i “tipi da immersione”, vengono prodotte vasche da bagno in materiale intelligente che con il calore dell’acqua diventano plasmabili e adattabili al proprio corpo per accogliere e coccolare al meglio!

Siete ancora sicuri che nel bagno non sia cambiato nulla?

Vi ho fatto venire voglia di coccole? E allora dai… rifacciamolo questo bagno!


 

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