INCENTIVI FISCALI, E’ TEMPO DI DECIDERE

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

E’ di pochi giorni fa la notizia, che tutti avrete letto/sentito, della proroga degli incentivi fiscali, sotto forma di detrazioni in sede di dichiarazione dei redditi, per interventi edilizi di ristrutturazione “generica” e di recupero ai fini energetici degli edifici, rispettivamente del 50% e del 65% (ex. 55).

Non intendo tediarvi con l’ennesimo articolo copia-incolla dei contenuti del Decreto n.63 del 4 giugno 2013, ma piuttosto fare alcune considerazioni e anche critiche al decreto stesso.

Tolto il fatto che in sè è positivo che l’Italia abbia finalmente recepito la Direttiva  2010/31/UE (doveva essere fatto entro luglio 2012), personalmente mi chiedo se il Consiglio dei Ministri si rivolga a consulenti esperti in materia energetica e ambientale durante la stesura delle disposizioni, o soltanto a commercialisti!

Perchè dico questo? Per diverse ragioni:

  1. Differenziare di soli 15 punti percentuali (finora addirittura solo 5!) le detrazioni fiscali rispetto al tipo di intervento eseguito, non stimola certo le persone a orientare le proprie scelte con un occhio sì alle proprie tasche, ma l’altro rivolto all’ambiente e al futuro dei propri figli: purtroppo valutando solo l’aspetto economico, è abbastanza scontato che l’utente “medio” italiano, poco avvezzo alla pratica del rispetto per l’ambiente, scelga di ridurre al minimo la spesa (ad esempio dipingendo una facciata senza contemporaneamente isolarla) ottenendo comunque un discreto risparmio fiscale.
  2. Prorogare gli incentivi di soli 6 mesi (la scadenza è il 31 dicembre 2013, per i condomini 30 giugno 2014), in periodo estivo, in un momento critico nel quale chi ancora può permetterselo deve decidere se utilizzare i risparmi per andare in vacanza oppure per sostituire i serramenti di casa, o chi pensava da tempo di rifare il tetto deve affrettarsi perchè il tempo stringe (ma l’occasione non va sprecata), e bisogna rivolgersi a un tecnico (si spera), fare la Paesaggistica (se va bene, 60 gg), e poi richiedere i preventivi, scegliere, eseguire il lavoro e pagarlo entro dicembre perchè poi “mai più”…è quanto meno discutibile.
  3. Per il motivo precedente, vengono di fatto incentivati piccoli lavori, posti in alternativa uno all’altro, piuttosto che riqualificazioni globali (non ci sarebbe sufficiente tempo), per i quali non è favorita neppure una corretta pianificazione per step, di lavori volti a un obiettivo di risparmio energetico significativo, per raggiungere il quale sono necessari interventi che coinvolgano l’intero organismo-edificio (pareti, tetto, finestre, impianti).
  4. Continuo a chiedermi perchè il fotovoltaico sia possibile detrarlo come “ristrutturazione” e non come “risparmio energetico”… e anche perchè detrarre generici “mobili” per la casa al 50%, anzichè l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza, al 65%.

Tra l’altro in prima battuta sono uscite notizie “bizzarre” quanto allarmanti, che per fortuna sono state stralciate, che secondo me avrebbero ulteriormente vanificato lo sforzo: aumentare ancora le trasmittanze di pareti e serramenti (aumentando quindi obbligatoriamente i costi), e rendere obbligatorio, ad esempio, un intervento sull’impianto di riscaldamento in occasione della sostituzione degli infissi. Come dire: “ti permetto di detrarre di più, a patto che tu spenda di più”. Altra “chicca”, che ha fatto “ribaltare” i profili FB dei colleghi certificatori, stabilire il prezzo non minimo, ma massimo (!), degli Attestati di Certificazione Energetica (sostituiti da Attestati di Prestazione Energetica), ancora una volta vanificando gli sforzi di sensibilizzazione collettiva verso il tema energetico (se un attestato costa 50€, sarà giusto un pezzo di carta pre-compilato da aggiungere alla già pesante burocrazia) e svalutando il lavoro dei professionisti abilitati.

Tutto questo per dire che: questa proroga è sicuramente un’occasione da non perdere e uno stimolo per i procrastinatori incalliti, e mi auguro che di nuovo, all’italiana, verrà replicata a fine anno…altro è una pianificazione attenta e soprattutto continua verso gli obiettivi, che comunque ci aspettano al varco, contenuti nella strategia 20-20-20.

 

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