IL COLORE NEGLI INTERNI

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Ieri pomeriggio ho partecipato al workshop “Abitare sostenibile e solidale” alla Fiera del DES di Varese. Subito dopo il mio intervento ho assistito con molto interesse all’esposizione dell’architetto Laura Sangiorgi (tavolo bioedilizia DES Varese) sull’uso del colore negli interni, cogliendo alcuni aspetti che avevo un po’ trascurato nella pillola n.30 , dei quali voglio rendervi partecipi.

In ordine sparso:

  • vi avevo già accennato agli effetti che il colore procura sull’umore, ieri Laura ha precisato che l’essere umano ha un vero e proprio bisogno fisiologico di varietà cromatica, ragione per cui, all’interno degli ambienti – la natura risponde perfettamente a questo bisogno – domestici e di lavoro, svago ecc. è importantissimo evitare la monotonia cromatica
  • …in particolare meglio evitare il total white, e ricordare che le pareti bianche si portano dietro ombre nere, fredde, cupe (le pareti colorate, anche tenuamente, creano ombre altrettanto colorate)
  • gli effetti fisiologici del colore sono stati ampiamente studiati nel campo del marketing: il colore arancio-rosso, ad esempio, stimola la secrezione salivare e l’appetito, inoltre crea un senso di agitazione che porta a svolgere rapidamente alcune mansioni. Il colore verde viene percepito dall’occhio umano senza alcuno sforzo di focalizzazione da parte della retina: ecco perchè è consigliabile volgere gli occhi affaticati verso un colore verde per qualche istante per ottenere un effetto riposante
  • pensare sempre al colore in rapporto alla luce (senza luce non esiste colore); in particolare, ricordare che colorare la parete sulla quale si aprono finestre significa ottenere un effetto più scuro (a causa del contro luce), meglio allora colorare la parete opposta alle finestre, per ottenere un effetto luminoso e vibrante del colore
  • neonati: udite udite! i colori pastello sono i meno indicati! L’occhio del neonato infatti percepisce i contrasti, non il colore…una cameretta dipinta uniformemente in tono pastello crea un ambiente ovattato privo di stimoli
  • per i bambini più grandi il discorso è più legato al temperamento del bimbo stesso e a ciò che si intende ottenere, cercando però sempre di evitare la monotonia da una parte e l’eccessiva stimolazione dall’altra (entrambe agiscono sulla creatività)
  • altro bisogno – psicologico, più che fisiologico – è quello di avere un pavimento “solido”, e un soffitto “leggero”…ecco perchè è importante il colore, ma anche il materiale con cui è rivestito il pavimento ed ecco perchè è sconsigliabile colorare con colori scuri il soffitto, a meno che non sia molto alto e quindi si voglia ottenere proprio l’effetto abbassamento senza tuttavia rischiare di sentirsi “schiacciati”

Per concludere aggiungo una curiosità: vi siete mai chiesti come mai i camici dei chirurghi e i teli in camera operatoria siano di colore verde? Se non avete ottenuto risposta, ve lo dico io: il colore predominante per gli occhi del medico che sta operando è, ahimè, il rosso, un colore che richiede uno sforzo particolare da parte del cristallino per essere messo a fuoco, ma che permane a lungo sulla retina. Il verde, come abbiamo detto non richiede sforzo, anzi ha un effetto riposante “staccando” l’immagine residua che rimane impressa sulla retina quando si fissa a lungo un colore come il rosso. Se le lenzuola fossero bianche, anche spostando lo sguardo, il povero chirurgo continuerebbe a vedere chiazze di sangue dappertutto…

 

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