HOME STAGING, L’ARTE DI RIFARE IL LETTO

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Allora, hai riordinato casa e apprezzato il valore dello spazio libero? Non ancora? I discorsi sul buttarsi letteralmente alle spalle il passato non ti hanno convinto? Quelli sul prenderti cura di te stesso attraverso la casa nemmeno? Vediamo se riesco a ottenere qualcosa in più toccandoti il portafogli…e parlandoti di home staging.

Se stai cercando di vendere o affittare una casa, ma le richieste di vedere l’appartamento sono scarse o comunque non portano a concludere, può darsi che sia un problema di prezzo troppo alto, oppure il generico problema “crisi”, ma potrebbe anche essere che la tua casa non si presenti molto bene, quindi non susciti nelle persone il desiderio di abitarci.

In effetti, spesso ho sentito dire, da persone in procinto di vendere casa, di avere smesso di occuparsene perchè “tanto la devo vendere”. Errore gravissimo! Se la tua casa non ha più alcuna attenzione da parte tua, nonostante il carico emotivo che si porta dietro, perchè mai dovrebbe averne agli occhi di un estraneo? Se è proprio a causa di brutti ricordi che vuoi liberarti della casa, non è presentandola come una piattaforma ecologica che convincerai altre persone a occuparsene! Persone che al contrario stanno cercando un nido accogliente dove iniziare una nuova fase della propria vita.

Gli americani se ne sono accorti prima di noi (tanto per cambiare), ed è per questo che l’home staging, ovvero “l’arte di preparare al meglio una casa in vista di una vendita”, negli USA è molto diffusa.

Se ne occupano professionisti esperti, persone che conoscono il mercato, la psicologia del cliente, ma che capiscono anche qualcosa  di arredamento, accostamento di colori, materiali, di illuminazione. Tutto questo è molto evidente nei vari programmi tv presenti anche nel palinsesto italiano.

In Italia l’home staging sta muovendo i primi passi, ma da quello che ho potuto vedere, di arte e professionalità ce n’è ben poca, purtroppo. Ho visto decine di esempi pubblicati sul web, dove la differenza tra il “prima” e il “dopo” di un intervento di home staging era…il letto rifatto! Ora, posso confermare che ho visto anche decine di annunci immobiliari dove non ci si era nemmeno presi la briga  di rifare il letto prima di fotografare i locali, ma pretendere che si venga pagati per farlo (se non si è la collaboratrice domestica) mi sembra un filo eccessivo!

Se stai cercando di vendere la casa in cui abiti, quello che puoi e devi fare è prima di tutto applicare i principi di decluttering che ti ho già anticipato: può essere che qualche foto appesa al muro sia utile per intrattenere in una conversazione piacevole il possibile acquirente, ma fargli strada in mezzo a scarpe, vestiti, scatoloni e souvenir non è sicuramente una strategia vincente. Come non è una buona idea non risolvere un problema di muffa, pensando di “rifilarla” al malcapitato. La cosa migliore da fare è togliere tutto il superfluo (approfittane per buttare tutto ciò che non vuoi traslocare nella nuova casa): via le cose inutili e via gli oggetti troppo “personali” (se non vuoi buttarli, riponi tutto in una scatola). La casa deve risultare accogliente, ma con un certo grado di “neutralità”. Fai sparire anche i cuscini macchiati e i centrini all’uncinetto sul tavolo, le bomboniere in vetrina e i tappetini pelosi in bagno. Prova a pensare a casa tua come a una camera d’albergo. Ti piacerebbe trovarla sporca e piena di oggetti lasciati dal cliente precedente?

Se invece la casa è libera, allora è più facile che attraverso un intervento di home staging si riesca ad aumentare in maniera consistente le probabilità di vendita senza ridurre il prezzo dell’immobile. Ma bisogna investire qualcosa in soldi e/o tempo:

  1. Se ci sono riparazioni da fare, vanno fatte assolutamente;
  2. se ci sono problemi di umidità e muffa sui muri, questi vanno bonificati, e le pareti imbiancate. Un piccolo trucco: usare il bianco per i soffitti, “scaldando” un filo le pareti con un colore avorio, neutro ma non freddo, darà un effetto comfort “visivo”;
  3. se la casa è arredata, è bene togliere i mobili superflui o particolarmente “vissuti” e non coordinati, eventualmente integrare con qualche pezzo nuovo, ma economico, ad esempio due comodini gemelli, sedie “leggere”, anche pieghevoli, per la cucina. Se il divano è un po’ sgualcito, anche se non farà parte della trattativa di vendita, è bene coprirlo con un copridivano nuovo, di un bel colore caldo, ma sobrio;
  4. se il pavimento del soggiorno è un po’ rovinato, ma non si vuole investire nel suo rifacimento, si può aggiungere un bel tappeto… rigorosamente a tinta unita!

Se invece devi affittare, non commettere il classico errore di arredare la casa con sedie di recupero e divani sgualciti, letti della nonna e elettrodomestici che avresti tranquillamente portato in discarica! Meglio pochi mobili essenziali, anche Ikea (ehm…questo articolo non parla di bioedilizia…), ma funzionali e proporzionati all’ambiente. Se vuoi che l’inquilino ti rispetti, devi rispettarlo a tua volta…e vedrai che pagherà più volentieri! Offrigli una casa imbiancata di fresco, eviterai che lo faccia lui con colori improponibili…

 

 

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3 Replies to “HOME STAGING, L’ARTE DI RIFARE IL LETTO”

  1. vorrei vendere la casa al mare quindi la cucina la cambio o non la cambio? grazie al tuo articolo, che farò sicuramente leggere a mio marito (quello che non vorrebbe cambiare la cucina) forse riuscirò a cambiarla, quindi grazie come sempre per le tue pillole, questa volta di saggezza!
    se non investi come fai a realizzare???
    in attesa del prossimo articolo, come sempre grazie!!!!

    P.S. commento spesso i tuoi articoli e che gli altri lettori lo sappiano NON MI DA NESSUNA PERCENTUALE

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