FENG SHUI, SUPERSTIZIONE O BUONSENSO?

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Da un po’ di tempo desidero scrivere qualcosa sul Feng Shui.

Non sono un’esperta, ma ho letto diversi libri e ho avuto il piacere di eseguire l’editing del libro “Feng Shui per progettisti” pubblicato da Wolters Kluver Italia, scritto dal mio amico ed ex socio, architetto Luigi Bertazzoni.

Ma voglio fare una piccola premessa:

molti anni fa, in occasione del mio compleanno, mi regalarono una copia dell’ I Ching, il famoso “Libro dei Mutamenti”. Considerato da Confucio “libro di saggezza”, è utilizzato a livello popolare a scopo divinatorio, e dagli studiosi per approfondire aspetti matematici, filosofici e fisici (cit. Wikipedia).

Al tavolo del ristorante, volli subito provare il lancio delle monete. Ora non ricordo quale fosse il quesito, nè la relativa risposta, ma ricordo molto bene cosa successe subito dopo. Da grande scettica quale sono, proclamai: “bene, ora rilancerò le monete ponendo la stessa domanda, e se l’ I Ching funziona, mi darà la stessa risposta!”.

La risposta fu: “Stoltezza Giovanile – se tratti l’oracolo come un gioco di società, darà risposte da gioco di società”.

Inutile dire che da allora ho massimo rispetto per l’ I Ching, e, pur avendone abusato in alcuni periodi di smarrimento, ora mi limito ad una singola consultazione il primo giorno dell’anno.

Ma torniamo al Feng Shui: “l’arte e la scienza taoista del vivere in armonia con l’ambiente”.

Non è possibile descrivere cos’è il Feng Shui in un breve articolo, quindi lascio a voi l’onere di approfondire l’argomento, letteratura e web sono fonti inesauribili. Qui voglio solo fare alcune considerazioni personali, dando anche un po’ per scontato che i più sappiano di cosa stia parlando.

Il Feng Shui è sia un’arte che una scienza, anche se purtoppo l’atteggiamento occidentale con cui lo si approccia è molto simile a quella “stoltezza giovanile”  dei miei esordi con l’I Ching.

Anzi, quasi peggio: il Feng Shui viene spesso utilizzato come “acchiappa polli” da siti commerciali che estrapolano alcuni suggerimenti, spesso addirittura inesistenti o disconosciuti dai maestri cinesi, facendo leva sull’irresistibile attrazione verso il concetto di “fortuna” alla quale noi occidentali, razionali e scientifici (!), non riusciamo a fare a  meno di affidarci, o sulla mancanza della quale scarichiamo le nostre responsabilità.

Sii serio, credi davvero che lasciare alzata l’asse del wc ti farà perdere tutti i tuoi soldi? O che tenere una boccia con otto pesci rossi e uno nero ti garantirà salute e prosperità (che quando li trovi morti è perchè hanno assorbito la negatività che c’era in casa tua)? Se la pensi così, non fare nemmeno lo sforzo di interessarti al Feng Shui, piuttosto sottoscrivi un abbonamento ad Astra!

In estrema sintesi, il Feng Shui (letteralmente Vento-Acqua) è un insieme di pratiche di lettura e di interpretazione del paesaggio, dell’architettura e degli ambienti interni che, in fase di progettazione o di intervento a posteriori, tende al rispetto e al riequilibrio delle due forze cosmiche opposte e complementari, Yin e Yang, che regolano l’Universo e che sono riconducibili alle proprietà essenziali dei cinque elementi: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. La confusione, e forse anche la banalizzazione di questa disciplina è data dal fatto che è assai più complessa di quello che sembra, basti pensare che esistono diverse Scuole con differenti metodologie. Le più utilizzate sono: la scuola della Forma, quella della Bussola, e quella del Ba-Gua.

A me piace l’idea che si possa e si debba lavorare con l’energia presente non soltanto in natura e in ognuno di noi, ma anche con quella che viene a crearsi quando si interviene su un ambiente. Ecco perchè nell’ultima pillola vi chiedevo di fare ordine prima di leggere questa: come pensate che possa fluire l’energia in una casa soffocata da mobili, oggetti e clutter?

Se si studia un po’ il Feng Shui, ci si accorge che molti suggerimenti sono molto pragmatici e di buonsenso, il fatto che metterli in pratica produca miglioramenti  nella propria vita, sia personale che di relazione, conferma ancora una volta che prendersi cura della propria casa è prendersi cura di sè stessi…come fuori, così dentro.

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2 Replies to “FENG SHUI, SUPERSTIZIONE O BUONSENSO?”

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