COME SCEGLIERE L’ARCHITETTO

Consigli di un architetto.

Questa scelta andrebbe fatta PRIMA di scegliere l’impresa, tuttavia può anche capitare che solo dopo aver deciso di eseguire alcuni lavori edili ci si renda conto di avere bisogno di un professionista, non solo se è necessario presentare una pratica edlizia al comune, ma proprio perchè ci si accorge che affrontare questo percorso senza averne le competenze può essere molto impervio…o semplicemente per avere qualcuno da flagellare ogni qual volta qualcosa vada storto ;-).

Qualunque sia il motivo, come scegliere l’architetto? Parlo di architetto e non geometra perchè do per scontato che ognuno abbia le proprie competenze e mansioni, che quando lavorano in sinergia e non in competizione raggiungono i migliori risultati : quando si parla di progettazione parliamo di architetto, punto.

Tralasciando il fatto che il cliente vorrebbe sempre trovare in un’unica soluzione esperienza e convenienza, la scelta secondo me deve essere guidata a partire dal tipo di lavori che si intendono realizzare: superfluo rivolgersi all’archistar per spostare un tramezzo o rendere più efficiente la distribuzione dei sanitari in un bagno. In casi come questo ci si può tranquillamente affidare a un interior design anche di “primo pelo”, la formazione universitaria dovrebbe essere sufficientemente a prova di errore (anche perchè altrimenti come potrebbe fare esperienza?). Se invece si intendono realizzare lavori più complessi, come ristrutturazioni importanti o nuove costruzioni, un po’ di esperienza documentata aiuta, anche se non sempre è indice di garanzia, perchè se è vero che ci sono architetti che avrebbero fatto meglio a fare un altro tipo di mestiere, è bene non essere troppo frettolosi nel giudicare, e riflettere un momento sulle seguenti considerazioni:

  • all’architetto, a meno che non sia un’archistar, (e in Italia nemmeno in quel caso) difficilmente viene lasciata carta bianca (attenzione, per carta bianca non intendo dire che debba progettare una casa secondo i propri criteri architettonici scollegati dalle richieste dei committenti, ma che abbia almeno la possibilità, visto che ne ha le competenze, di tradurre in termini architettonici quelli che sono sogni e bisogni del cliente). Questo rende spesso complicato valutare il suo reale talento, in quanto i risultati delle opere realizzate quasi sempre sono il frutto di compromessi al ribasso
  • bisognerebbe non dare per scontato che, anche se si sarebbe voluto fare l’architetto (e un motivo ci sarà se si sono seguiti altri tipi di studio), questo dia in automatico le competenze per pretendere che l’architetto “vero”, quello che si è fatto 5 anni di università, sia ridotto a semplice disegnatore di “piantine” (che poi le piantine sono quelle che crescono dopo averle seminate… n.d.a.)
  • se si sta cercando qualcuno che rinsaldi la propria autostima complimentandosi per il genio creativo e rammaricandosi per la mancata laurea in architettura ad honorem…meglio interrogarsi sulla propria vita, prendersela coi propri genitori, eventualmente rivolgersi a un gruppo di auto-aiuto
  • il fatto di avere gusti diversi non coincide per forza con l’incompetenza del progettista! un bravo professionista riesce, magari con un surplus di fatica, a interpretare e assecondare quelle che sono “suggestioni” adattandole al contesto: non prendetevela a male se si rifiuta di inserire un timpano sorretto da colonne sulla porta della villetta anni ’60, ma ringraziatelo per avervi impedito una simile sciocchezza
  • è bene inoltre tenere a mente che “a casa mia faccio quello che voglio ” non è, grazie al cielo, un’opzione legittima, ma ci sono regole che il cittadino, e a maggior ragione il progettista, sono tenuti a rispettare. Tenete sempre a mente che la vostra casa diventarà nel breve o lungo termine la casa di qualcun altro, e che le vostre scelte estetiche, se riguardano gli esterni, incideranno sul decoro comune
  • accreditare le opinioni e i suggerimenti di parenti, amici e vicini di casa (tutti mancati architetti)  che vorrebbero realizzare i loro sogni a casa vostra non farà che compromettere quello che potrebbe essere un percorso entusiasmante, trasformandolo in uno stress inaudito
  • assecondare le proposte alternative di muratori e imbianchini senza discuterne con il direttore dei lavori non da in automatico il diritto di attribuire il discutibile risultato all’incapacità del progettista
  • trattare la parcella del progettista come discriminante decisiva senza valutare contemporaneamente la corrispondenza tra servizio offerto e compenso richiesto è il rischio più grande che si possa correre, che si tradurrà inevitabilmente in aspettative disattese
  • se si cercano competenze specifiche, ad esempio di bioedilizia (un settore a caso…), valutare la formazione corrispondente: non basta aggiungere il prefisso “bio” per diventare esperti
  • evitare se possibile di rivolgersi al parente o amico architetto: il rapporto sarà quasi sicuramente viziato e poco professionale

E allora come scegliere l’architetto? La cosa migliore è cercare di valutare, con distacco, le referenze portate da altri committenti. Fare una breve ricerca su internet può aiutare a capire quale sia il grado di competenza rispetto ad alcune tematiche, ma la cosa migliore è incontrarlo e affidarsi al proprio intuito!

…Poi però bisogna dargli fiducia, eh? 😉

 

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