LA BARRIERA AL VAPORE

Rina Agostino

Architetto, si occupa di Bioedilizia, Bioclimatica ed Efficientamento Energetico degli edifici. Esercita la libera professione principalmente in provincia di Varese e Novara.

Io la barriera al vapore proprio non la digerisco!

Ma cos’è la barriera al vapore? Si tratta di un foglio impermeabile posato a protezione dell’isolamento termico in una muratura o copertura, quando un edificio viene isolato dall’interno, per impedire che il vapore acqueo creato dalle attività che si svolgono in casa, che naturalmente tende a uscire verso l’esterno attraversando la muratura, condensi al contatto con una superficie fredda (la muratura), danneggiando così il materiale con cui è isolata la parete. Nel caso della copertura, il vapore che attraversa lo strato isolante non riesce a uscire perchè glielo impedisce lo strato impermeabilizzante, quindi riscende verso il basso, ristagnando. Durante la stagione estiva l’umidità accumulata si trasforma in vapore, causando la formazione di bolle sul manto di impermeabilizzazione.

La questione, ahimè,  riguarda soprattutto le murature isolate con materiali naturali, come la fibra di legno, il sughero ecc., che, in maniera quasi contraddittoria, devono buona parte della loro qualità alla igroscopicità…che in taluni casi può essere controproducente. Quando infatti l’umidità è eccessiva, rende l’isolamento inefficace oltre a deteriorarlo progressivamente. Allora meglio usare il polistirene? per rispondere a questa domanda bisogna porsene un’altra: “ma dove finisce il vapore che non viene assorbito dall’isolante”?

Diciamo che la barriera, per quanto sia “al vapore” e non fritta, rimane un po’ indigesta, ma dobbiamo dire che raramente è indispensabile, in realtà molto dipende dalla temperatura interna ed esterna, dalla stratigrafia del muro e dai materiali che vengono utilizzati. Per calcolare se e dove si forma condensa in un muro viene utilizzato il diagramma di Glaser, e spesso modificando spessori e/o posizione dei vari strati di cui è costituito un muro, il problema si risolve.

Nei casi in cui si renda indispensabile, è tuttavia preferibile utilizzare una membrana che “freni” il vapore anzichè bloccarlo, rallentandone quindi il passaggio, ma mantenendo un certo grado di traspirabilità.

Ma la soluzione migliore rimane sempre fare indossare un bel cappotto alla nostra casa! (oltre ad arieggiare i locali regolarmente).


Se abiti anche tu in provincia di Varese, e desideri sperimentare i benefici e i vantaggi della bioedilizia,  lasciami un messaggio nella sezione “contatti”, sarò felice di aiutarti.


 

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9 Replies to “LA BARRIERA AL VAPORE”

  1. Aggiungo solo che i produttori di pannelli in sughero per il cappotto interno spesso accoppiano il sughero col cartongesso ma mai con la barriera al vapore sostenendo che nob sia necessaria, vista la traspirabilità e inattaccabilita’ del sughero.
    Grazie ancora

  2. Buongiorno Architetto!
    Ho un dubbio su sughero accoppiato a carrongesso e barriera al.vapore per isolare dall’interno .
    Dovendo isolare la mia casa unifamiliare (muri in mattoni UNI per uno spessore tot di 25 cm) in pianura padana, chiedo gentilmente il Suo.parere: è possibile posare 6 cm di sughero come isolante a contatto con la parete interna tamponando il tutto con una parete di cartongesso ma lasciando 2 cm tra sughero e cartongesso per far passare i tubi?
    O devo seguire il consiglio di chi mi dice di lasciare 2 cm tra muro e isolante per il passaggio dei cavi per poi applicare il pannello di sughero, che verrebbe forato per il montaggio delle prese?
    Tra l’altro applicherebbero un cartongesso con barriera al.vapore e anch’essa verrebbe forata per fissare le prese!
    Questi fori nell’isolante e nella barriera al vapore non mi convincono affatto. Inoltre la barriera al vapore la eviterei volentieri preferendo una casa che traspira (anche perché avrò riscaldamento a pavimento). Grazie mille dell’aiuto

    1. Buongiorno, ha ragione lei! L’isolante deve essere attaccato al muro senza intercapedine. Attenzione: No barriera al vapore, casomai FRENO al vapore. Mi permetta però di chiederle come mai sta pensando a un cappotto interno se la casa è unifamiliare? Sappia che il cappotto interno è SEMPRE rischioso, soprattutto se non è verificato con un diagramma di Glaser. Ma se intende continuare su questa strada, le suggerirei di prendere in considerazione anche un altro materiale: pannelli in silicati di calcio + intonaco (no cartongesso).

  3. Buongiorno Arch. le chiedo un consiglio, lo scorso anno ho fatto rifare un tetto pericolante, di una piccola casetta, che poi ho deciso di andare ad abitare. Siccome il lavoro iniziale era preventivato per fare un magazzino, il tetto è stato fatto nel seguente modo:
    tegole, listelli, guaina, perline legno. Ora che ci sto vivendo dentro, noto che le perline sono tutte bagnate, è il famoso effetto condensa. Quindi la domanda è : come posso risolverlo senza smontare tutto il tetto appena rifatto ?
    MI parlano di pannelli isolanti che potrei applicare con la colla dall’interno sulle perline tra un travetto e l’altro, per poi ricoprire con un nuovo strato di perlinatura in modo che non si veda più nulla.
    E’ l’unica soluzione ? Ma poi funzionaerà ?
    Chi mi ha fatto il lavoro avrebbe dovuto mettere i pannelli sul tetto al momento della costruzione a prescindere dal fatto che qualcuno poi ci andasse ad abitare sotto ?

    Grazie per l’attenzione.
    Giorgio

    1. Giorgio, peccato non aver pensato prima al problema isolamento, vista la recente costruzione del tetto! A questo punto credo anche io che la soluzione più conveniente sia quella di isolare dall’interno tra travetto e travetto, con lo stesso tipo di materiale della struttura, quindi fibra di legno o sughero, in aderenza alle perline esistenti, evitando il più possibile ponti termici. Tra l’isolamento e le nuove perline sottostanti, credo sia meglio prevedere freno al vapore, per non rischiare di trovarsi “bagnato” anche l’isolamento. E’ chiaro che poi si dovrà fare attenzione alla corretta ventilazione degli ambienti per lo smaltimento del vapore interno. Mi faccia sapere com’è andata!

  4. Salve. Che mi consiglia come isolamento interno su una casa a mattoni pieni da 40 cm? Io avevo pensato a 2cm di intonaco a calce dove affogo gli impianti e 5cm di xps con cartongesso. Grazie mille

    1. buongiorno Giovanni, una muratura in mattoni pieni costituisce un’ottima “massa termica”, la quale dovrebbe stare all’interno, per consentirle di agire come volano termico (cioè regolare umidità e calore presente all’interno della casa). L’isolamento andrebbe fatto all’esterno, a cappotto. Ma immagino che questa soluzione non sia possibile, dato il tuo quesito. Tuttavia isolare dall’interno con xps è assolutamente da evitare, così come la chiusura con cartongesso. Entrambi infatti costiuirebbero una barriera impermeabile date le scarsissime proprietà igroscopiche. A grandi linee, ti consiglio di approfondire le seguenti alternative: isolameno con pannelli di sughero da 5 cm e controparete interna con tavolato+ intonaco; isolamento con pannelli in silicati di calcio 6 cm +intonaco; intonaco termico interno.

  5. Buonasera Arch.
    Sono d’accordo con lei e con il suo articolo, ma la domanda è: Se il cappotto esterno non è possibile, se ad esemp. si è in un condominio, il cappotto interno risolve senza applicare il foglio impermeabile?
    Grazie

    1. Dipende da molti fattori! Io sconsiglio sempre un cappotto interno, ma se non ci sono alternative è utile un’analisi approfondita e non “standardizzata” come la semplice verifica di Glaser, per prevedere il comportamento del “pacchetto muro”. Ottimi risultati si ottengono utilizzando materiali come i silicati di calcio, che grazie alla loro elevata igroscopicità aiutano ad evitare fenomeni di condensa. Io consiglio comunque di abbinare al cappotto interno un impianto di Ventilazione Meccanica Controllata.

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